Aus der Serie "Fare e sentire Musica": La Partitura
Trude Waehner
1972
WAEHNER
FARE E SENTIRE MUSICA
10 xilografie
Qesto ciclo è dedicato ai grandi musicisti che find alla mia gioventù mi hanno donato grande gioia e profonda esperienza; la loro musica mi purificava come una catarsi. Molti di questi ho avuto la fortuna di conoscerli e alcuni, poi, sono anche diventati miei amici.
Il ciclo è dedicato anche a coloro con i quali, unita nello spirito artistico e umanistico, numerose volte ho goduto e fatto musica da camera; pure lo dedico a tutti i giovani che aprono l’anima alla musica: come questa Judy, la ragazza vicino al fuoco del mio camino, in Provenza.
Il fatto che questi grandi musicisti e questi amici fossero anche antifascisti o vittime del fascismo, non è ragione meno importante per il mio ricordo: in nessun luogo si respirava aria spiritualimente libera e pura come nei concerti di Toscanini e di Casals.
Trovare un grande artista è raro, come pure è raro trovare un essere umano responsabile antifascista, impegnato nella società; ma il trovare queste qualità in una unica persona è grandissimo dono: sono stelle, queste, che illuminano il cielo dell’umanità per sempre.
(Scritto sulla via per Asiago mentre mi recavo dal mio amico Rigoni Stern, attraversando boschi simili a quelli che mi hanno dato nella giovinezza, come la musica, pace e ricreazione: questi boschi sono stati perturbati e scossi da due guerre ma hanno anche dato rifugio e povero cibo ai partigiani che resistevano alla brutalità e all’ingiustizia fascista).
Trude Waehner
FARE E SENTIRE MUSICA
I
La partitura
II
Alban Berg
dirige Wozzek
(variazione sul disegno originale esistente presso il museo civico di Vienna)
III
Bruno Walter
dirige Mahler
IV
Toscanini
dirige Verdi a New York
V
Il Quartetto Italiano
suona il „Quartetto delle arpe, di Beethoven
VI
Gli amici ascoltano musica
VII
Arthur Klemperer
VIII
David Oistrakh
al festival di Prades
IX
Pablo Casals
suona Bach
(variazione sul disegno originale esistente presso il museo Albertina di Vienna)
X
Judy al caminetto
Mi raccontava, la Waehner, di un giorno ormai lontano quando ancora bambina, accompagnata per mano da uno zio, passava lungo un corridoio della Filarmonica di Vienna e come d’un tratto si fermò davanti a un uscio socchiuso: usciva da lì dietro una scala in Do Maggiore che qualcuno stava esguendo su un violoncello; ma era un suono così insolitamente puro che lei rabbrividì in ogni fibra e rimase come paralizzata. Capì da quel momento l’essenza dell’arte, e di come dovrebbera essere tutti i suoni, le forme, i colori, le linee. Anche lo zio forse intuì cosa stava succendendo nell’animo di quella ragazzina e dopo che i suoni si dispersero la spinse dolcemento dentro il camerino dove Pablo Casals, come sempre, si esercitava prima del concerto.
Da questo episodio si può capire quanta ragione abbia Baudelaire nell’affermare „… Spesso contemplando delle opere d’arte, non già nella loro materialità delle opere d’arte, non già nella loro materialità facilmente afferabile, nei geroglifici troppo chiari dei loro contorni o nel senso evidente dei loro soggetti, ma nell’anima da cui sono ispirati, nell’impressione atmosferica che essi comportano, nella luce o nelle tenebre spirituali che diffondono sulle nostre anime, ho sentito entrare in me come una visione dell’Infanzia dei loro autori. Un piccolo dolore, una piccola gioia del bambino, smisuratamente ingranditi da una sensibilità squisita, divengono più tardi nell’uomo adulto, anche a sua insaputa, il principio di una opera d’arte“.
Waehner, l’opera d’arte, iniziata nell’ascoltare quella misteriosa scala musicale, I’ha anche compiuta ora in queste dieci splendide xilografie dove ha trasmesso in segni visivi la musica goduta o sofferta nel corso della sua vita.
Man non è però, quest’opera grafica, un brano eseguito e basta; è un brano finito perchè riprende con un procedimento catartico i disegni fatti „dal vero“ nel momento dell’ascolto; quando la mano segnava sulla carta le figure come le dita dell’esecutore o del direttore dell’orchestra cavavano le note.
Per questo, guardando questi bianchi e questi neri così intensi e vivi, ne ricevi un’emozione che viene dall’ispirazione, dalla natura, dalla sensibilità e dalla tecnica dell’artista. Insomma tutti questi magici momenti la Waehner li ha trasferiti qui; e chi guarda può capirli e sensibilizzarli.
Mario Rigoni Stern
Platte: 28 x 21 cm
Andere (Mappe): 50,4 x 37,5 x 1 cm (19 13/16 x 14 3/4 x 3/8 in.)
IIIFPermalinkhttps://sammlungenonline.albertina.at/objects/303313/aus-der-serie-fare-e-sentire-musica-la-partituraImage Request